Le nuove misure dal 15 gennaio al 5 marzo

 
 

 
 

Piemonte zona arancione dal 17 gennaio 2021 | Divieti | Che cosa si può fare e non si può fare | Covid-19
„ In base all'ultimo monitoraggio che tiene in considerazione in particolare l'andamento dell'Rt (se una Regione presenta un indice Rt a livello 1, o se riscontra un’incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti, si passa in arancione), con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni restano gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta ma tutte le altre compreso il Piemonte da domenica 17 gennaiopassano in zona arancione, con la Lombardia e la Sicilia rosse.
Restrizioni in zona gialla
- Nella aree gialle, tra le 5 e le 22, ci si può spostare liberamente all’interno della propria regione, quindi anche fare visita a parenti o amici. Non sono previsti limiti al numero degli spostamenti o delle persone che si spostano. Sarà possibile, per chi vive in un Comune fino a 5mila abitanti, spostarsi liberamente, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio comune (quindi eventualmente anche in un'altra regione), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di provincia di altre regioni. Di conseguenza, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro questi limiti.
- Il decreto di gennaio ha stabilito anche il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, che resterà in vigore fino al 15 febbraio (e non più, come inizialmente previsto, fino al 5 marzo).
- Seconde case in zona gialla. Stando alle regole in vigore, in zona arancione si può andare nella seconda casa fuori dal comune senza uscire dalla regione.
- Ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie sono aperti al pubblico ma restano validi l'asporto e la consegna al domicilio senza limitazioni orarie.
- Librerie, negozi al dettaglio e di abbigliamento, per adulti e bambini, saranno normalmente aperti mentre resteranno chiusi, di sabato e domenica, i centri commerciali. Al loro interno potranno aprire solo supermercati, farmacie, parafarmacie e tabacchi.
- Qualora il Piemonte restasse in zona gialla, ma esclusivamente nei giorni feriali, si vedranno riaprire i musei, chiusi al pubblico ormai da novembre.
- Da lunedì 18 gennaio in Piemonte riapriranno le scuole superiori, con una didattica in presenza "almeno al 50% e fino a un massimo dl 75%".
Restrizioni in zona arancione
- Nelle aree arancioni ci si potrà spostare liberamente - e quindi far visita ad amici o parenti - solo all'interno del proprio comune, dalle 5 alle 22. Oltre questi limiti d'orario e di territorio, sarò possibile spostarsi solo per lavoro, salute o necessità. Chi vive in un comune fino a 5mila abitanti, potrà muoversi liberamente, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio comune (quindi eventualmente anche in un'altra regione). Resta vietato lo spostamento verso i capoluoghi di provincia.
- Non si può andare nelle seconde case
-  Ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie chiudono al pubblico ma resta valida la consegna al domicilio senza limitazioni orarie. Nella bozza del nuovo Dpcm il governo sembra aver confermato invece il divieto della vendita da asporto per i bar a partire dalle 18.
- Librerie, negozi al dettaglio e di abbigliamento, per adulti e bambini, saranno normalmente aperti mentre resteranno chiusi, di sabato e domenica, i centri commerciali. Al loro interno potranno aprire solo supermercati, farmacie, parafarmacie e tabacchi.
-  Chiusi teatri, gallerie d’arte, musei, palestre, piscine e cinema.
- Attività fisica: è permessa anche lontano da casa, a patto che sia entro i confini del proprio comune. Sì a passeggiata/jogging al parco, sui sentieri di campagna, in montagna, in città e nei centri sportivi con spazi all’aperto compresi nel territorio di amministrazione del comune di residenza/domicilio.
- Piste da sci: contrariamente a quanto si era detto, gli impianti in montagna non riapriranno il 18 gennaio ma resteranno chiusi fino al 15 febbraio. A partire da quella data potranno aprire, sempre nel rispetto delle normative anti contagio. Al momento gli impianti restano utilizzabili da parte degli atleti professionisti e non, di interesse nazionale.

 
 

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