Terre e rocce da scavo

 
 

La normativa attuale sulla gestione delle terre e rocce da scavo è disciplinata dal D.Lgs. 152/06 s.m.i. e dal D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161.
Si definisce terra e roccia da scavo il suolo proveniente da attività di scavo privo di sostanze pericolose contaminanti e/o materiale ultroneo (materiale plastico, macerie, cls, metalli, …).
Secondo la normativa vigente, le terre e rocce da scavo sono rifiuti speciali (codice CER 170504) la cui gestione deve avvenire ai sensi della normativa in materia di gestione rifiuti (Parte IV del D.Lgs. 152/06 s.m.i.). Tale normativa prevede che predetto materiale sia conferito presso un centro autorizzato dalla Provincia a ricevere e trattare specifico codice CER a meno di:

  • attuare l’attività di recupero rifiuti ai sensi degli Artt. 214, 215, 216 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.;
  • applicare l'art. 185 (riutilizzo presso il sito di produzione);
  • applicare l'art. 184 bis del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. unitamente al D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161.
 
Conferimento Presso Centro Autorizzato


Nel caso in cui si preveda il conferimento ad un centro autorizzato è necessario:

  1. individuare l’eventuale deposito temporaneo presso cantiere di produzione (non deve superare i 3 mesi o i 20 mc)
  2. individuare un centro autorizzato al recupero o smaltimento terre e rocce da scavo (CER 170504)
  3. il trasporto deve essere effettuato da ditte iscritte all’Albo Gestori Ambientali o dell’impresa previa richiesta all’Albo per il trasporto in conto proprio
  4. emettere Formulario di Identificazione per il trasporto
  5. comunicare in sede progettuale o al più prima dell’Inizio Lavori il centro autorizzato prescelto al Comune di Collegno - Ufficio Ambiente per le necessarie verifiche.
 
Recupero Rifiuti (Artt. 214 – 216 D.Lgs. 152/06)


Nel caso in cui la gestione delle terre e rocce da scavo avvenga mediate recupero dei rifiuti la normativa di riferimento è:

  • D.M. 5/2/1998 e s.m.i.;
  • D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Artt. 214 – 216
  • Regolamento procedimento relativo alle comunicazioni di inizio attività per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi, ai sensi dell'art. 33 del D.Lgs 22 febbraio 1997 n. 22 approvato con D.C.P. 220732/2001 del 20/12/2001.

L’istanza a procedere secondo tale gestione delle terre e rocce da scavo deve essere rivolta allo Sportello Ambiente della Provincia.

 
Riutilizzo ai sensi dell'Art. 185


L’art. 185 prevede che le terre e rocce da scavo non contaminate provenienti dall’attività di scavo possano essere riutilizzate a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui sono state scavate.

 
Riutilizzo ai sensi dell’ Art. 184 bis D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e dal D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161


L’art. 184 bis prevede che qualsiasi sostanza od oggetto se soddisfa tutte le condizioni previste dal comma 1 del medesimo articolo,  può essere considerata un sottoprodotto e non un rifiuto. Le terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione di un intervento possono essere considerate come sottoprodotto e come tale gestite  a condizione che vengano rispettate le condizioni e le prescrizioni sia del predetto comma 1, art. 184 bis, D.Lgs. 152/06 sia del D.M. Ambiente del 10 agosto 2012, n. 161 “Disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo – Criteri qualitativi da soddisfare per essere considerati sottoprodotti e non rifiuti – Attuazione articolo 49 del D.L. 1/2012(D.L. Liberalizzazioni)”.

L’applicazione del D.M. 161/2012 necessita della redazione del  “Piano di Utilizzo” redatto secondo le indicazioni contenute nel medesimo e la relativa trasmissione all’Autorità Competente che autorizza l’opera; tale Autorità richiederà entro e non oltre 30 gg dalla trasmissione dell’elaborato stesso  eventuali integrazioni ed entro e non oltre 90 gg esprimerà relativo parere di competenza; oltre tale tempistica vige il silenzio-assenso.

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